Storia di Venezia
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VENEZIA, 18 08 1298:   A qualsiasi sfoderi le armi in San Marco o in Palazzo Duca­le verrÀ --->>
Venice Map 1525 Luigi Gigio Zanon

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Questa rubrica sulla Storia di Venezia e del Veneto

frutto di anni di ricerche negli Archivi dei Frari, alla Marciana e al Correr.
Fra gli antichi scaffali, nello scartabellare antiche Buste, Raspe, Commentarii, ho avuto modo di assaporare l'emozione del toccare manoscritti vecchi di secoli, con firme e sigilli di Procuratori, Dogi, Condottieri...
Ho scoperto cose interessanti che ho trascritto in parte su libri, altre le ho inserite in diapo-film, altre ancora sono ferme allo stato di semplici annotazioni nei miei archivi personali.

Luigi "Gigio" Zanon

Storia di Venezia, il giorno 27 novembre
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27 novembre 1237
Pietro Tiepolo figlio del Doge, giÀ difensore di Treviso e ora PodestÀ di Milano, cade prigioniero dell'Imperatore Federico II nella battaglia di Cortenuova e viene successivamente impiccato in Puglia.
Del suo grande valore verrÀ fatta menzione nel giuramento dei successivi PodestÀ.
27 novembre 1370
Viene giustiziato un certo Giovanni, reo di aver assassinato, nella notte precedente, il suo padrone Domenico Gaffaro, Vescovo di Eraclea, con la complicitÀ di una serva friulana a nome Caterina.
Nella casa del Vescovo gli si amputa la mano destra. Poi con la mano appesa al collo viene portato a Rialto ove patisce quattro colpi di tenaglia, uno per ogni gamba e braccio.
Viene quindi trasportato fra le colonne della Piazzetta di San Marco, torturato ancora con quattro colpi di tenaglia, due sul petto e uno per coscia, quindi accoppato.
27 novembre 1504
Antonio Surian viene eletto Patriarca di Venezia al posto del povero Tommaso DonÀ, deceduto l'11 novembre precedente.
27 novembre 1570
Àˆ morto missier Jacomo Sansovino, proto de la giesia de San Marco, de ani novantuno, da vecchiezza.
Questo il necrologio dei Provveditori alla SanitÀ per l'architetto e scultore Jacopo Tatti, detto il Sansovino dal soprannome del suo maestro.
Scampato al sacco di Roma del 1527, si rifugiÀ a Venezia dove, assunta la carica di Proto dei Procuratori di San Marco de Supra (la piÀ alta in campo architettonico), fu incaricato della sistemazione di Piazza San Marco.
Si devono a lui la Libreria Vecchia, la Loggetta del Campanile, il palazzo della Zecca, il completamento delle Procuratie Vecchie, la deliziosa chiesetta di San Geminiano che completava la parte finale della Piazza e dove si trovava la sua tomba (la chiesetta fu fatta demolire da Napoleone per ricavarne un salone da ballo), e lo scalone monumentale che attualmente conduce al Civico Museo Correr.
Ora la sua tomba À situata in chiesa di San Marco, nel Battistero.
Altre sue notevoli opere civili e religiose sono le chiese di San Giuliano e di San Francesco della Vigna, nonchÀ il palazzo Corner, detto Â" Ca' Granda Â", dove si esprime compiutamente il pittoricismo sansoviniano, attuato mediante la sapiente articolazione delle masse architettoniche.
27 novembre 1593
Viene decretato che resti proibito il giro di crediti e debiti da un mercante all'altro effettuato al di fuori del Banco Pubblico di Rialto.
27 novembre 1621
Durante la notte un terribile incendio distrugge a San Simeon Grande sei case abitate da tessitori di panni. Purtroppo muore bruciato un bambino di cinque anni.
27 novembre 1758
Giovanni Bragadin, giÀ Vescovo di Verona, diviene Patriarca di Venezia al posto di Alvise Foscari, deceduto il 28 ottobre precedente.
27 novembre 1774
Dato che nel famoso ridotto di San MoisÀ ferveva il gioco d'azzardo, e il faraone con la bassetta ingoiavano enormi patrimoni, vedendo rovinate intere Famiglie, viene proclamata una legge con la quale si ordina che la casa situata nel la contrada di San MoisÀ, conosciuta sotto il nome di "ridotto", sia ed esser debba, al giorno d'oggi, e per tutti i tempi ed anni avvenire, chiusa per sempre a codesto gravissimo abuso.
Aperto nel 1638 nell'antico palazzo dei Dandolo, il "Ridotto" era il ritrovo piÀ elegante e la piÀ famosa casa da giuoco di Venezia.
A ricordo della chiusura si conia una medaglia che reca inciso il Leone che debella il Giuoco.
27 novembre 1789
Il giuoco della tombola À dichiarato... pericoloso.
Il Consiglio dei Dieci decreta:
Tanto in questa Dominante, che nelle cittÀ della Terraferma, À sorta una lotteria sotto il nome della Tombola, la quale giornalmente chiamando concorso di giocatori, abbandonano questi i loro particolari doveri. La lotteria diviene ancor piÀ pericolosa per le scommesse che vi si fanno sopra, sicchÀ diviene un violento giuoco d'azzardo. PerciÀ si proibisce ovunque, e massime nei pubblici teatri.
I contravventori saranno puniti con cinquecento ducati di multa o con cinque anni di prigione.

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