Storia di Venezia
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VENEZIA, 5 10 1277:   Un'ordinanza vieta ai figli illegittimi dei Nobili di appartenere al Maggio --->>
Venice Map 1525 Luigi Gigio Zanon

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Questa rubrica sulla Storia di Venezia e del Veneto

è frutto di anni di ricerche negli Archivi dei Frari, alla Marciana e al Correr.
Fra gli antichi scaffali, nello scartabellare antiche Buste, Raspe, Commentarii, ho avuto modo di assaporare l'emozione del toccare manoscritti vecchi di secoli, con firme e sigilli di Procuratori, Dogi, Condottieri...
Ho scoperto cose interessanti che ho trascritto in parte su libri, altre le ho inserite in diapo-film, altre ancora sono ferme allo stato di semplici annotazioni nei miei archivi personali.

Luigi "Gigio" Zanon

Storia di Venezia, il giorno 20 giugno
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20 giugno 1130
Un grande incendio devasta l'abitato di Malamocco.
20 giugno 1210
Il Despota di Arta Michele Comneno giura fedeltÀ  a Vene­zia per il suo feudo di Durazzo in Albania.
20 giugno 1306
A Venezia i Vescovi Ramberto di Castello, Agostino di Cittanova, Francesco di Torcello, Giovanni di Caorle, Rober­to di Chioggia, Alberico di Avallone e Giovanni Magno di Jesolo, desiderosi che fosse frequentata e venerata dai fedeli la chiesa di San Giovanni di Balleello - l"â„¢ odierna Gam­barare di Mira - in giurisdizione del monastero dei Santi I­lario e Benedetto nella Diocesi castellana, di pieno di­ritto spettante dato che il Reverendo fratello Fridiano, Abate del medesimo monastero, or À¨ poco la ricostruÀ¬ e ripristinÀ² con l'aiuto di Dio, concedono a tutti coloro che pentiti e confessati la visitino nella festa del ti­tolare San Giovanni, in tutte le altre comandate e dome­niche, o provvedano con denari o legati al suo mantenimento, quaranta giorni di indulgenza.

20 giugno 1334
Il Senato vieta agli uomini e alle donne di indossare ve­sti di panno ad aurum laborate ad acum (ricamate ad ago con filo d'oro fino).
Si permettono alle donne due soli mantaturas vel varmi­menta (manti di pelli), foderati di velluto e di sciamito, e cappe che abbiano soltanto modesti ornamenti e non fregi di perle, d'oro e d'argento.
Non possono superare un determinato valore le perle nel­le acconciature del capo, le guarnizioni d'oro e d'argento delle gonnelle, le cinture centurae argenti e cultellini, acusleria, burse nonchÀ© altri gingilli picalia, pica­gia che vi si appendevano.
20 giugno 1382
Emanato un decreto secondo il quale ogni artigiano che si trasferisce in Venezia con la sua famiglia otterrÀ  l'esenzione da ogni tassa per ben due anni.

(Questo e altri analoghi provvedimenti sono parte imprescindibile di un qualsiasi piano per l'attuale salvezza di Venezia, N.d.E.)
20 giugno 1418
L'esercito Turco inizia l'assedio alla cittÀ  di Scutari. Il Capitano Generale Antonio Loredano e il Provveditore Tomaso Malipiero rifiutano di arrendersi e comincia il bombardamento della cittÀ .
Il 2 luglio arriva il Sultano Mohamed e il 22 il Turco ordina l'avanzata generale.
Mentre le campane suonano a stormo i cittadini con grandi prodigi di valore, respingono numerosi assalti fino a che, quattro giorni dopo, il Sultano decide di partire con metÀ  esercito, lasciando l'altra metÀ  a continuare l'assedio.
20 giugno 1494
A causa dell'eccezionale calura i pesci muoiono nelle acque della laguna di Venezia.
I Veneziani non si azzardano a metter piede fuori di casa: le strade sono deserte, i traffici quasi fermi. Non ci sono nemici in vista, ma il caldo À¨ implacabile e soffocante: Li pesci morivano nell'acqua, lasciÀ² scritto un cronista.
20 giugno 1841
Il Consiglio Comunale di Venezia delibera: Per incorag­giare i gondolieri a mantenere in onore la loro decantata destrezza, sia annualmente istituita (a cura e a spese del Comune) una corsa di gondolette lungo il Canal Grande.
I concorrenti dovranno essere esclusivamente gondolieri di professione e il loro numero limitato a diciotto: voghe­ranno su gondolini a due remi, numerati da uno a nove, contrassegnati da colori diversi ossia dai colori degli stazi. Inizia cosÀ¬ la Regata come si corre ancor oggi, che nel volgere del tempo darÀ  famosi campioni del remo. Fra essi il celebre Zatta, del quale si diceva:
Un solo Dio - un solo Papa,
un solo Zatta - per la Regata
.
20 giugno 1864
Muore a BallÀ², presso Mirano, il poeta vernacolo Jacopo Foscarini. Patrizio veneto di antico stampo, visse mode­stamente facendosi chiamare el barcariol; negli ultimi anni di vita si finse matto per poter esprimere liberamente il suo pensiero sugli odiati Governanti austriaci. Nelle poesie del Foscarini c'À© sempre un caldo amor di Patria, anche nella canzoncina per la nascita di un bimbo:
Fa nana, coresin, fra nu vegnudo
per esser de San Marco un zorno scudo
.

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