Birth of Venice

History of Venice

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VENECIA, 18 08 1298:   A qualsiasi sfoderi le armi in San Marco o in Palazzo Duca­le verrÀ  in --->>
Venice Map 1525 Luigi Gigio Zanon

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This Almanac about Venice History

comes from years of research in the Frari Archives, in the Marciana Library and in Correr Museum.
Between old shelves, turning the pages of ancient Buste, Raspe, Commentarii, I could taste the emotion of touching manuscripts, with signatures and seals of Procuratori, Dogi, Condottieres...
I transcribed the many interesting things I have discovered part on books, others on slide-shows, others more are just laying as simple notes on my personal archives.

Luigi "Gigio" Zanon

Venice History, Notes on 14 June
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14 June 1205
Nell'anno tredicesimo del suo Principato, tra il cordoglio generale, muore a Costantinopoli il grande Doge Enrico Dan­dolo.
Viene solennemente sepolto nella cattedrale di Santa Sofia.

14 June 1400
Viene autorizzata la costruzione di una nuova zogia per il Doge.
Era così chiamato il corno ducale con il quale il primo cittadino veniva incoronato in cima alla scala dei Gigan­ti del Palazzo Ducale.
Esso veniva indossato una sola volta l'anno: il giorno di Pasqua per la visita al monastero di San Zaccaria.
Il copricapo era tanto prezioso da venir appunto chiamato zogia (gioiello), per antonomasia.
14 June 1549
Gli studenti in legge dell'Università  di Padova organizzano la recita di una commedia con il denaro ricavato dalla "festa dei capponi". Era questa un'antichissima costu­manza dei Goliardi patavini: lo studente che per primo avesse recato ai monaci dell' Abbazia di Santa Giustina l'annuncio della caduta dei primi fiocchi di neve, riceveva in dono dodici grassi capponi. I capponi si vendevano e con il ricavato si creava un fondo che serviva, tra l'altro, a soddisfare la passione per il teatro, assai viva in quel tempo.
14 June 1606
A larghissima maggioranza il Senato decreta il bando per­petuo dei Gesuiti. Nella storia veneziana la legge è rimasta famosa per le gravi condizioni con le quali poteva venir modificata. Infatti prima di esaminare qualsiasi proposta, due Savi dovevano dar lettura in pieno Senato di tutte le scritture che parlano in materia delle molte operazio­ni fatte da essi Gesuiti. Ogni modifica per es­ser attuata doveva raggiungere la maggioranza di almeno cinque sesti dei votanti.
14 June 1779
Verso mezzogiorno, nel pozzo situato di fronte la porta laterale della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio (San Trovaso), con grande raccapriccio viene rinvenuto un busto d'uomo con le sole braccia. Più' tardi vengono ritrovate due cosce con le gambe e i piedi in un altro pozzo situato in un campiello vicino la fondamenta del Malcanton.
Il giorno dopo nel canale di Santa Chiara si vede galleggiare una testa d'uomo e poco dopo nel canale della Giudecca vengono raccolte interiora d'uomo che galleggiano. Immediatamente le Autorità  ordinano un'inchiesta e, uniti i poveri resti, viene accertato la loro appartenenza a una sola persona.
Siccome nei capelli il poveretto aveva un rolò (bigodino) formato con una vecchia lettera firmata con le iniziali V.F.G.C., viene stampato sulle pubbliche Gazzette il racconto del fatto, con il particolare del rolò.
Una copia viene per le mani di Giovanni Cestonaro abitan­te a Este che, corso a Venezia, con sbigottimento riconosce nella testa del morto esposta all'Avogaria quella del proprio fratello Francesco: infatti la lettera era stata in­viata da Giovanni e le iniziali significavano Vostro Fra­tello Giovanni Cestonaro.
Durante l'inchiesta vengono scoperti gli autori del misfatto, la moglie del poveretto Veneranda Porta da Sacile ed il suo amante Stefano Fantini da Udine.
Processati, sono entrambi condannati al taglio della testa.
14 June 1848
Le artiglierie Austriache sottopongono Treviso a un terribile bombardamento. Donne, vecchi e bambini cercano riparo nella cripta del Duomo accanto alla tomba di San Liberale Altinate, Patrono della città . Compresa la dispe­rata situazione di Treviso, il Generale austriaco propone la capitolazione senza l'onore delle armi. I Volontari ita­liani rifiutano sdegnosamente e dichiarano che si apriranno un varco, armi alla mano, tra le file nemiche. Vengono immediatamente concessi tutti gli onori militari.

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